Individuazione e Supporto per la Plusdotazione e la Doppia Eccezionalità

Valorizzare il talento e supportare il benessere psicologico

La Plusdotazione cognitiva è una complessa costellazione di caratteristiche genetiche, psicologiche  e comportamentali.
La Doppia Eccezionalità (2e), è la comprensenza  di una Plusdotazione  con un Disturbo del Neurosviluppo. (DSA,  ADHD, GAD, ASD ed altri),
Entrambe richiedono un intervento mirato e personalizzato per il supporto e lo sviluppo del talento. Molte Persone con questi profili possono affrontare sfide emotive e relazionali che, se non comprese, possono ostacolare la loro crescita ed il loro benessere.

Individuazione e Supporto per la Plusdotazione

Che cos’è la plusdotazione?

La plusdotazione (o “giftedness”) non riguarda soltanto un alto quoziente intellettivo, ma comprende una complessa costellazione di caratteristiche personali, genetiche, comportamentali che si esprimono o hanno la potenzialità per esprimersi, in determinate  aree in un dato  momento temporale ed in una specifica cultura (Keating 2009; Worrells, Erwin 2011). Le Persone plusdotate possono mostrare un grande potenziale, ma allo stesso tempo incontrare difficoltà nella regolazione emotiva, nella motivazione, nella gestione dello studio o nelle relazioni.

Tra gli indicatori più comuni della plusdotazione troviamo:

  • forte curiosità intellettuale e rapidità di apprendimento
  • capacità di ragionamento molto avanzate per l’età
  • linguaggio ricco e precoce
  • grande immaginazione e pensiero divergente
  • ipersensibilità emotiva
  • difficoltà a tollerare la frustrazione
  • Asincronia Cognitiva–emotiva: capacità logico-astratte moltoavanzate, ma immaturità nella regolazione emotiva
  • Asincronia Cognitiva–motoria: idee brillanti, ma lentezza nella scrittura o nella pianificazione motoria

In genere si riscontra maggiore asincronia in profili caratterizzati da Doppia eccezionalità,

La comprensione del profilo di funzionamento cognitivo psicologico è centrale per orientare interventi mirati, favorire l’espressione del potenziale e prevenire demotivazione eventuali disagi emotivi

 

Perché è importante individuare precocemente la plusdotazione

Una persona plusdotata non sempre appare come “la  prima della classe”. In molti casi, infatti, il suo potenziale può non emergere in modo evidente e può manifestarsi attraverso segnali di disagio, come:

  • calo della motivazione
  • difficoltà scolastiche o rendimento disomogeneo
  • comportamenti oppositivi o ritiro
  • noia, frustrazione, senso di incomprensione

Senza un riconoscimento adeguato, queste persone possono essere erroneamente descritte come “disattente”, “pigre” o “ipersensibili”, con il rischio di interventi poco mirati e di un aumento della sofferenza emotiva.

L’individuazione precoce è importante perché permette di:

  • comprendere in modo accurato i bisogni cognitivi ed emotivi
  • leggere correttamente i comportamenti e le difficoltà
  • definire strategie didattiche più efficaci e personalizzate
  • prevenire ansia, frustrazione e demotivazione
  • sostenere un percorso scolastico più sereno e coerente con il potenziale

 

Percorso di individuazione della plusdotazione

ll percorso si articola in più fasi e consente di costruire un quadro completo della persona. Le modalità di valutazione variano in base all’età (bambini/e, adolescenti, adulti) e integrano l’analisi del profilo cognitivo, degli aspetti  emotivi, degli apprendimenti scolastici, al fine di orientare interventi mirati e una didattica personalizzata.

Fasi principali:

  1. Colloquio con la famiglia per raccogliere informazioni evolutive e scolastiche.
  2. Osservazione semistrutturata (nei più piccoli) per valutare prerequisiti, punti di forza, attenzione, emozioni, motivazione e gestione della frustrazione. In base agli esiti dell’osservazione si stabilisce se sono presenti i presupposti per procedere con la valutazione strutturata oppure se i tempi non sono ancora maturi e risulta opportuno rimandarla.
  3. Valutazione approfondita del profilo tramite test e strumenti clinici, che indagano
  • profilo cognitivo e  Funzioni Esecutive Attentive
  •  dimensione emotivo-motivazionale
  •  abilità strumentali: lettura, scrittura, calcolo e comprensione del testo
  • Restituzione finale con consegna di una relazione completa, che integra:
    • risultati dell’indagine psicometrica
    • osservazioni qualitative rilevate durante l’assessment
    • indicazioni operative per famiglia e scuola

    Obiettivo per i bambini/e e  adolescenti

    costruire un profilo di funzionamento chiaro e integrato, utile a definire a scuola una didattica personalizzata, con strategie mirate a valorizzare il potenziale, sostenere le aree più fragili e prevenire difficoltà (discontinuità, demotivazione o scarso rendimento) anche in presenza di elevate capacità.

     

    Obiettivo per gli adulti

    costruire un profilo di funzionamento chiaro e integrato, utile a comprendere il proprio stile cognitivo ed emotivo e ad orientare strategie personalizzate per la vita quotidiana e lavorativa, favorendo l’espressione del potenziale, la regolazione emotiva e la gestione di difficoltà laddove presenti (,perfezionismo, ansia, discontinuità, demotivazione,  difficoltà organizzative…).

    Come si svolge il percorso di supporto

    Dopo la fase di individuazione, viene costruito un percorso personalizzato con l’obiettivo di favorire l’espressione del potenziale e, parallelamente, sostenere il benessere emotivo e la consapevolezza di sé, aspetti spesso centrali nei profili di plusdotazione.

    Il piano di intervento viene definito sulla base del profilo emerso e può includere:

    • valorizzazione del potenziale, attraverso obiettivi sfidanti, significativi e adeguati al livello di funzionamento
    • lavoro su consapevolezza e gestione emotiva, tolleranza alla frustrazione, rapporto con l’errore e autoregolazione
    • sviluppo di strategie di apprendimento avanzate, efficaci e personalizzate (metodi, strumenti e percorsi di studio)
    • supporto allo sviluppo delle funzioni esecutive: organizzazione, pianificazione, avvio del compito, continuità e gestione del tempo
    • sostegno alla motivazione e all’autoefficacia,
    • supporto nella collaborazione tra famiglia e scuola, per creare un contesto coerente e facilitante

    In base ai bisogni emersi, è possibile attivare percorsi dedicati come il coaching motivazionale, il supporto emotivo, il training metodologico-motivazionale, il potenziamento cognitivo integrato Metodo Benso®  come interventi mirati a supporto della persona plusdotata.

    Cosa promuove un percorso di supporto nella plusdotazione

    Un percorso personalizzato, costruito sui bisogni della persona, può favorire cambiamenti concreti sul piano emotivo, scolastico/lavorativo e organizzativo, tra cui:

    • valorizzazione del potenziale
    • maggiore conoscenza di sé e delle proprie risorse (punti di forza e aree di miglioramento)
    •  potenziamento delle competenze di autoregolazione emotiva
    • incremento dell’autonomia e della capacità di gestire le attività
    • maggiore costanza nelle attività e nello studio/lavoro, sostenuta da una migliore gestione dell’attenzione
    • sviluppo di strategie di apprendimento avanzate e personalizzate
    • maggiore coerenza tra potenziale, richieste scolastiche e strumenti, favorendo un’esperienza scolastica/lavorativa più serena ed efficace

     

    La Persona  Doppiamente Eccezionale (2e): Giftdness/Alto Potenziale Cognitivo e difficoltà concomitanti

    Con il termine “doppiamente eccezionale” (in letteratura twice-exceptional o double-labeled) si indicano bambini/e e ragazzi/e, adulti/e  che presentano elevate capacità cognitive e/o importanti talenti/abilità, associate alla presenza di un Disturbo del Neurosviluppo che può rendere fragile i processi di apprendimento e/o la regolazione emotiva e comportamentale (es. DSAADHDGAD, ASD ecc.).

    Questi profili risultano spesso complessi da riconoscere in ambito scolastico e non solo, poiché la coesistenza di punti di forza e fragilità può generare quadri atipici: la Persona 2e, infatti, può non manifestare le caratteristiche che la scuola associa comunemente agli alunni ad Alto Potenziale o Gifted, soprattutto quando presentono Asincronia (per esempio Cognitiva – Motoria; Cognitiva Emotiva) che interferisce con la performance. Ne deriva spesso una condizione di discrepanza tra capacità e prestazione, con risultati scolastici e, non solo, non pienamente coerenti con il potenziale.

    Impatto emotivo e motivazionale

    Sul piano psicologico, tali Persone possono sperimentare confusione, frustrazione e demotivazione, soprattutto quando percepiscono una discrepanza persistente tra ciò che “saprebbero fare” e ciò che riescono a produrre. Infatti in questi casi potrebbe essere possibile  osservare:

    • calo dell’autostima;
    • performance discontinua, con risultati inferiori rispetto alle potenzialità;
    • distress  a livello:
    1. Fisico (mal di pancia , mal di testa, difficoltà legate al sonno ….)
    2. Emotivo e Psicologico (ansia, impotenza appresa, tristezza,. frustrazione …)
    3. Comportamentale (scatti di ira, isolamento, iperattività, procrastinazione …)
    • percezione di alcuni compiti come “noiosi”, in particolare quando la richiesta scolastica implica abilità compromesse e comporta un’elevata fatica esecutiva.

    Anche quando La Persona (2e) appare in grado di ottenere prestazioni adeguate, la performance può risultare molto al di sotto del potenziale reale, in quanto le fragilità incidono sulle loro performance.

     

    Evidenze in letteratura e caratteristiche generali

    L’esistenza di Persone Doppiamente Eccezionali è ampiamente riconosciuta nella letteratura scientifica (Betts & Neihart, 1988; Whitmore, 1980; Udall & Maker, 1983; Whitmore & Maker, 1985; NJCLD, 2011; Lovett & Sparks, 201). In particolare, Kalbfleisch (2013) descrive questi profili come caratterizzati da capacità cognitive elevate o talenti marcati, associati a disturbi che limitano l’espressione delle abilità.

    Identificazione complessa ed “effetto mascheramento”

    L’identificazione della Persona Doppiamente Eccezionale risulta complessa poiché spesso si può osservare il cosiddetto effetto mascheramento, per cui le abilità elevate possono nascondere i disturbi e, viceversa, i disturbi possono oscurare la Giftedness.

    Per questo motivo, i profili 2e vengono talvolta riconosciuti tardivamente nella carriera scolastica (Baum, 1990) e risultano meno identificati rispetto ad altri gruppi (McCoach, Kehle, Bray, & Siegle, 2001; Ruban & Reis, 2005). In particolare:

    • Le elevate potenzialità possono compensare e rendere meno evidenti le fragilità
    • I disturbi associati possono impedire che emergano chiaramente le potenzialità

    Rischio di Misdiagnosis

    Alcuni studenti 2e vengono descritti come più vivaci o energici rispetto ai pari (Clark, 2001) e possono mettere in atto comportamenti disfunzionali quando sperimentano noia, frustrazione o fatica. Si può verificare, per esempio, che l’alunno ad alto potenziale possa essere interpretato erroneamente come soggetto con deficit di attenzione con/senza iperattività, poiché alcune caratteristiche risultano sovrapponibili (Lovecky, 2004).

    Secondo Luna e Reis (2004), gli studenti gifted con disturbi di apprendimento possono non essere intercettati, a meno che non siano presenti criticità comportamentali; inoltre possono sviluppare frustrazione, impotenza appresa, bassa motivazione, perfezionismo e difficoltà sociali o emotive.

    Tre categorie di profili

    Baum (1990) distingue tre gruppi principali di studenti gifted con disturbi di apprendimento:

    1. Gifted con lievi difficoltà di apprendimento: spesso buon rendimento iniziale, con successiva comparsa di insuccessi nelle classi successive;
    2. DSA e Gifted concomitante: difficoltà marcate, ma con risorse superiori in specifiche aree cognitive o scolastiche;
    3. Profili non identificati come gifted: le abilità risultano “invisibili” a causa di un rendimento sotto la media; in questi casi disturbo e giftdness si mascherano reciprocamente, rendendo difficile cogliere la discrepanza tra potenziale e fragilità

    Per tutto quanto sopra, appare centrale una corretta identificazione del profilo e, soprattutto, una lettura approfondita della Persona che apprende, nella sua unicità: punti di forza, fragilità, motivazione e contesto.

    Tale comprensione è condizione necessaria per orientare interventi realmente mirati favorire uno sviluppo armonico del potenziale.

     

    Prenota un primo colloquio

    Il primo incontro permette di raccogliere informazioni sulle caratteristiche della  persona,  chiarire dubbi, approfondire eventuali elementi riconducibili alla plusdotazione e la doppia eccezionalità e valutare insieme il percorso più adatto, costruito in modo personalizzato.